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LUNEDI' 10 GENNAIO 2005
CRONACA DI FROSINONE
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L'ordinanza comunale vieta ai vecchi motorini a due tempi
l'ingresso nella zona a traffico limitato
«Scooter sulla 156, troppi rischi»
Il comitato: «Il piano antismog li costringe a
percorrerla, è una follia»
di Vittorio Buongiorno
Lunedì 10 Gennaio 2005
L’ordinanza comunale vieta ai vecchi motorini a due
tempi l’ingresso nella zona a traffico limitato
«Scooter sulla 156, troppi rischi»
Il comitato: «Il piano antismog li
costringe a percorrerla, è una follia»
Il piano antismog rischia di mettere in pericolo la vita
dei minorenni in motorino. Il problema è stato sollevato con una lettera al
sindaco dal Comitato per la Messa in sicurezza della Monti Lepini. «Le
misure antinquinamento adottate dal Comune rischiano seriamente di mettere a
repentaglio la vita di tutti i ragazzi che posseggono un motorino a due
cilindri», scrive il Comitato al primo cittadino del capoluogo, Domenico
Marzi. «Scriviamo in relazione alle annunciate misure di limitazione della
circolazione automobilistica che sono state adottate nella città di
Frosinone per ridurre l'inquinamento atmosferico. Le chiediamo cortesemente
- continua la lettera del Comitato - che, in ogni caso, i ciclomotori di
cilindrata pari o inferiore a 50 centimetri cubi (i motorini, per
intenderci) non siano obbligati a percorrere la strada statale "Monti Lepini",
la cui estrema pericolosità è unanimemente riconosciuta, proprio nei giorni
in cui l'aumento del volume di traffico la rende ancora più pericolosa».
Un problema di difficile soluzione, visto che per
l’adeguamento della statale ci vorrà ancora tempo.
Buongiorno a pag. 42
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Pag. 42
Lettera a Marzi: le misure antismog obbligano i 50 cc a
transitare per la Monti Lepini
«Salvate gli scooter dalla 156»
Il Comitato: «Il piano li costringe a passare da lì: che
follia»
Problema di difficile soluzione: i due tempi sono
altamente inquinanti
di Vittorio Buongiorno
Lunedì 10 Gennaio 2005
«Salvate gli scooter dalla 156»
Il Comitato: «Il piano li costringe a
passare da lì: che follia»
di Vittorio Buongiorno
«Le misure antinquinamento adottate dal Comune rischiano
seriamente di mettere a repentaglio la vita di tutti i ragazzi che
posseggono un motorino a due cilindri». L’allarme viene lanciato dal
Comitato promotore per la messa in sicurezza della Monti Lepini con una
lettera inviata al sindaco Domenico Marzi: «Scriviamo in relazione alle
annunciate misure di limitazione della circolazione automobilistica che sono
state adottate nella città di Frosinone per ridurre l'inquinamento
atmosferico», scrivono Luciano Cocco e Flavia Torella.
«Le chiediamo cortesemente - continua la lettera del Comitato - che, in ogni
caso, i ciclomotori di cilindrata pari o inferiore a 50 centimetri cubi (i
motorini, per intenderci) non siano obbligati a percorrere la strada statale
"Monti Lepini", la cui estrema pericolosità è unanimemente riconosciuta,
proprio nei giorni in cui l'aumento del volume di traffico la rende ancora
più pericolosa».
Infatti, vietando la circolazione ai due tempi di vecchia generazione
all’interno del perimetro del capoluogo, i ragazzi a bordo di ciclomotori
verranno costretti, per spostarsi, a percorrere esclusivamente le strade che
compongono l’anello. Tra queste strade la più importante, quella che
attraversa il capoluogo da parte a parte, è per l’appunto la Monti Lepini.
Ma i tecnici fanno notare che sono proprio i motorini di vecchia generazione
a far registrare le maggiori emissioni inquinanti tra i veicoli e i
motoveicoli in circolazione tanto da essere stati banditi anche dal centro
di Roma.
Ma i motorini che transitano sulla Statale sono
oggettivamente a rischio. Alcuni mesi fa, un ragazzo di diciassette anni
perse la vita proprio sulla Monti Lepini finendo con il suo scooter sotto le
ruote di un tir. E’ lampante che da qui in avanti la Monti Lepini diventerà
ancora più trafficata di oggi perché saranno costrette a transitarvi ad
esempio le auto non catalitiche, o quelle senza bollino blu, che fino ad
oggi avevano libertà di scegliere percorsi diversi.
Nel frattempo il comitato sta continuando la raccolta di
firme per la messa in sicurezza della Statale nel tratto che attraversa il
capoluogo. «Abbiamo raccolto 3.500 firme - racconta Luciano Cocco durante la
raccolta dalla postazione davanti all’Ice park - Ma abbiamo anche intenzione
di chiedere una normativa più rigida nei confronti dei Tir che adesso
possono transitare tranquillamente per via Tiburtina e via Maria creando
disagi e pericoli in città. L’obiettivo è quello di evitare altre tragedie».
E’ un problema serio che a prima vista appare di
difficile soluzione. Il progetto per la messa in sicurezza della Statale
redatto dal Comune, infatti, è stato osteggiato dai commercianti che hanno
le attività lungo la statale (in special modo i distributori di carburante)
e ha ottenuto un primo parere sfavorevole da parte della Regione. Il Comune
è intenzionato ad andare avanti trasformando la Statale in una strada simile
alla romana via Cristoforo Colombo: quattro corsie centrali a scorrimento
veloce e due complanari laterali per il traffico locale. E’ un progetto
ambizioso e complesso è evidente che i tempi di soluzione del problema sono
lunghi. Nel frattempo bisognerà pensare alla sicurezza dei ragazzi in
motorino.
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